sabato 20 agosto 2011

► E continuano a chiamarle "Energie Pulite"... Corno d'Africa, Etiopia, la gente muore di fame e le multinazionali vanno a coltivare biocarburante...

Energie Rinnovabili e la Carestia nel Corno d'Africa

Mentre nel Corno d'Africa il mondo assiste indifferente ad una delle più grandi carestie, se non la più grande della storia dell'uomo il Governo Etiope svende alle multinazionali i terreni ancora fertili che saranno usati per produrre NON cibo, ma biocarburante che sarà poi esportato nel mondo al migliore offerente...

In questo contesto, aggiunge l’antropologo Marco Bassi dell’università di Oxford, che ha studiato a lungo le popolazioni locali: «il processo di esproprio in corso è di una scala tale da far ritenere che interi gruppi etnici verranno privati della loro dignità e trasformati in masse di mendicanti costretti a lavorare nelle piantagioni in condizioni di semi-schiavitù».

C'è la carestia, e l'Etiopia cede le sue terre

E continuano a chiamarle Energie PULITE e RINNOVABILI.... La massa pecoraia ci crede e sta zitta, l'importante è continuare a vivere in un lusso che non ci possiamo pemettere il più a lungo possibile...
tratto dall'articolo, un pò di ipocrisia allo stato puro...
 
A essersi accaparrate ampi tratti di terra situata nell’area del fiume Omo nel sud-ovest dell’Etiopia, ancora non coinvolta nella carestia, secondo una denuncia dell’associazione internazionale che tutela le popolazioni indigene Survival International, sono imprese malesi, coreane e anche due italiane, tra cui la Fri-El Green Power. La società italiana avrà a disposizione 30 mila ettari nella zona vicina al confine con il Kenia e abitata dalla tribù dei Daasanach. «Abbiamo cambiato la nostra idea iniziale di coltivare piantagioni destinate alla produzione di energia trasformandole in coltivazioni estensive di prodotti alimentari ha precisato Josef Gostner, amministratore delegato della società italiana -. Produrremo mais, soia, palma da olio e canna da zucchero che saranno totalmente destinati al mercato interno dell’Etiopia e saranno così di aiuto a fronteggiare sia i periodi emergenza alimentare durante le carestie, sia a sostenere nei periodi normali le popolazioni che vivono lontano dalle zone fertili della Valle dell’Omo».
 
manca solo l'olio di colza ed avrete la lista dei prodotti più appetibili per la produzione di energia con centrali a biomasse... roba da impalarlo e metterlo in piazza, a futura memoria...

questa la Replica di un Medico di "Medici senza Frontiere";

«Questo genere di prodotti alimentari non servono quando è in corso una carestia perché hanno un basso contenuto proteico – obietta Gianfranco De Maio, responsabile medico di Medici senza frontiere -. Di fronte alla malnutrizione grave dei bambini, primi soggetti a rischio in questi casi, come è stato ribadito di recente anche nel Programma alimentare mondiale, servono prodotti ad alto contenuto proteico, cioè prodotti di derivazioni animale, prima di tutto il latte, con i quali si possono preparare composti di pronto impiego e facile assorbimento. Non è affatto vero che aumentando la produzione estensiva si faccia fronte alle crisi alimentari».

A buon intenditor poche parole....
 


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