domenica 12 dicembre 2010

il Parco del Delta del Po, che vorrei...

Non è un invito a votare in un certo modo, non vorrei fare "politica spicciola" sul Blog e temo che quello che ci si propone qui sotto, per 101 motivi faccia parte del mondo dei sogni....

Ma questo è il Parco del Delta del Po che vorrei...


"E' venuto il momento d prendere posizione e di dire qualcosa di nuovo sul Parco del Delta, del resto il Parco riveste una importanza primaria per la nostra Provincia in quanto esso tutela le aree umide e pineali di gran parte del nostro litorale . Va ricordato che esso è nato ed è stato pensato come uno strumento capace di dinamizzare e coordinare la gestione delle risorse naturali in un quadro unitario e di sviluppo dell'intero territorio in cui è inserito.
Non possiamo nasconderci che negli ultimi anni il Parco ha perso smalto e capacità di iniziativa.
Le sue politiche di tutela si sono affievolite , così come quelle di valorizzazione delle straordinarie emergenze ambientali e paesaggistiche che esso racchiude.
Serve quindi una svolta e un ripensamento generale della sua missione .
Non solo non possiamo rinchiuderlo in una visione provincialistica o peggio operare per rimpicciolirlo , declassandolo a Parco provinciale.
Sarebbe da un canto il fallimento dell'originaria e positiva intuizione che lanciò Italia Nostra prima e la Regione poi negli anni 70 con l'idea di un grande Parco a fini multipli per l'area , allargata, del delta del Po.
E in secondo luogo , rifluire in un Parco Provinciale (come da qualche parte è stato proposto) , dimostrerebbe una suicida propensione all'isolamento che è il contrario della cultura istituzionale della nostra Provincia e della stessa visione ecosistemica che deve presiedere ad una moderna politica di conservazione dinamica della biodiversità.
Serve invece l'opposto . Allargare , includere, integrare
Allargare il Parco per dare vita ad un'area protetta unica con la parte Veneta del delta che ne farebbe uno dei Parchi più importanti di Europa.
Includere nella sua gestione le forze economiche , sociali e culturali che più sono interessate , affinchè il Parco diventi una occasione di sviluppo sostenibile e di qualità delle offerte ,a cominciare dal mondo rurale.
Integrare la sua gestione con quella dei territori limitrofi per diffonderne i benefici al di fuori dei propri confini, e fare del Parco il perno del sistema delle aree protette della Romagna (i Gessi Romagnoli e le Foreste Caentinesi ), per coniare una offerta turistico-ambientale di grande portata , capace di essere apprezzata nei mercati nazionali ed europei.
Per fare questo salto la Provincia di Ravenna ha un ruolo importante da giocare, a cominciare dalla riorganizzazione gestionale del Parco che deve vedere innanzitutto un maggiore coinvolgimento della stessa Regione, e la messa a punto di nuovi strumenti di partecipazione delle comunità locali .
La sua complessità geografica impone che ogni stazione del Parco sia dotata di una sorta di organismo permanente di consultazione, imperniato sui Comuni ma capace di coinvolgimento delle Circoscrizioni e degli attori sociali presenti.
Il Consiglio del Parco deve essere quindi la sede di sintesi di questi momenti strutturati di partecipazione per dare maggiore voce al territorio e saperne recepire le istanze.
Avvicinare dunque il Parco a chi lo vive , a chi lo ama e lo frequenta, allargando l'orizzonte della sua missione per sollecitare in questo modo il senso di appartenenza delle comunità locali e per evitare che esso sia percepito come una entità distante e alla fine inutile.
Questo è il mio pensiero e questo sarà il mio impegno".

Serena Fagnocchi, candidata Pd alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Provincia.

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